Sostituire un vecchio impianto di climatizzazione con una pompa di calore o un climatizzatore ad alta efficienza è oggi un'operazione che le imprese italiane possono affrontare con il sostegno del Conto Termico, il contributo a fondo perduto erogato dal GSE. Con l'entrata in vigore della versione 3.0, le regole sono cambiate su più punti, dai beneficiari agli interventi ammessi.
In questa guida vediamo cosa prevede la normativa aggiornata, quali interventi possono richiedere le aziende, come funziona il calcolo dell'incentivo per le imprese e come CM Clima accompagna l'azienda dalla progettazione dell'impianto alla pratica GSE.
Cos'è il Conto Termico 3.0 e chi può richiederlo
Il Conto Termico è un incentivo statale gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) che sostiene interventi di efficientamento energetico e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili su edifici esistenti. Con la versione 3.0 possono accedervi Pubbliche Amministrazioni, privati, imprese, Comunità Energetiche Rinnovabili, Enti del Terzo Settore ed ESCo certificate.
Per le imprese l'incentivo copre principalmente la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi a pompa di calore, ma con alcune condizioni diverse rispetto a quelle previste per i privati, che vediamo nei prossimi paragrafi.
La normativa aggiornata: dal decreto al Portaltermico 3.0
Il Conto Termico 3.0 è stato introdotto con il Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica del 7 agosto 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 224 del 26 settembre 2025. Il decreto è entrato in vigore il 25 dicembre 2025, novanta giorni dopo la pubblicazione, sostituendo il precedente D.M. 16 febbraio 2016.
Le Regole Applicative che disciplinano nel dettaglio soggetti ammessi, interventi, requisiti tecnici e procedure sono state pubblicate dal GSE a seguito dell'approvazione ministeriale del 19 dicembre 2025. Da inizio 2026 le domande vengono gestite attraverso il Portaltermico 3.0, la piattaforma digitale del GSE aggiornata per la nuova disciplina.
Quali interventi sono incentivati per le imprese
Per le aziende, il Conto Termico 3.0 incentiva la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con le seguenti soluzioni:
- Pompe di calore aria-acqua, per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria;
- Pompe di calore aria-aria, la categoria che comprende i climatizzatori;
- Sistemi ibridi, composti da pompa di calore e caldaia a condensazione;
- Scaldacqua a pompa di calore e, per specifiche categorie di beneficiari, building automation e solare termico.
Un punto va tenuto presente con attenzione: per le imprese e gli ETS economici non sono incentivabili le pompe di calore a gas, né in generale gli apparecchi alimentati a combustibili fossili. L'incentivo per le aziende è quindi orientato in modo netto verso l'elettrificazione dei consumi termici.
Le aliquote per le imprese: come funziona il calcolo
Per i privati il Conto Termico 3.0 rimborsa fino al 65% delle spese ammissibili in un'unica soluzione. Per le imprese e gli ETS economici il calcolo segue invece le disposizioni specifiche previste dal Titolo V del decreto, che determinano l'intensità dell'incentivo sulla base della natura del soggetto ammesso, in coerenza con le regole europee sugli aiuti di Stato.
In pratica, questo significa che la percentuale di rimborso per un'azienda non è automaticamente pari al massimale previsto per un privato, ma varia in base alla dimensione dell'impresa e alla tipologia di intervento. Per questo motivo è importante far calcolare l'incentivo effettivo caso per caso, sulla base del progetto tecnico specifico, prima di stimare il ritorno sull'investimento.
Le piccole e medie imprese tendono generalmente a beneficiare di intensità di aiuto più favorevoli rispetto alle grandi imprese, in coerenza con la logica delle normative europee sugli aiuti di Stato, che privilegiano il sostegno alle realtà produttive di dimensioni minori. Anche il tipo di intervento incide sul calcolo: la sostituzione di un impianto a combustibili fossili con una pompa di calore elettrica tende a essere valorizzata in modo diverso rispetto a un semplice efficientamento di un impianto già elettrico.
Requisiti tecnici per accedere all'incentivo
Efficienza minima e normative UNI/EN
L'intervento deve essere realizzato su un edificio esistente dotato di un impianto di climatizzazione funzionante, deve ridurre i consumi o produrre calore da fonte rinnovabile e rispettare le norme tecniche UNI/EN di riferimento. Per le pompe di calore, i valori di efficienza stagionale devono essere in linea con il Regolamento UE 813/2013.
Installatori qualificati e documentazione fotografica
L'installazione deve essere eseguita da installatori qualificati e il GSE richiede prove visive oggettive che dimostrino come l'intervento sia effettivamente una sostituzione di un impianto esistente, non una nuova installazione, che non è ammessa all'incentivo.
Nella pratica, questo significa fotografare lo stato dei luoghi prima dell'intervento, documentare la rimozione del vecchio generatore e conservare tutta la documentazione tecnica del nuovo impianto, dal libretto di impianto alla dichiarazione di conformità. Un dossier fotografico incompleto è una delle cause più frequenti di richieste di integrazione da parte del GSE, con conseguente allungamento dei tempi di erogazione.
Come richiedere il Conto Termico: la procedura GSE
La richiesta di accesso all'incentivo segue alcuni passaggi obbligati:
- la domanda si presenta online sul Portaltermico del GSE, nell'area dedicata all'efficienza energetica;
- va inviata entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori;
- per gli importi fino a 15.000 euro il pagamento avviene in un'unica rata, generalmente entro 60-90 giorni dall'accettazione della pratica;
- per importi superiori, l'erogazione avviene in rate annuali;
- il bonifico dell'utente deve essere ordinario e non il modello precompilato per le detrazioni fiscali, con causale che riporta il riferimento al D.M. 7 agosto 2025, il numero di fattura e il codice fiscale del soggetto responsabile.
Un errore comune, che può portare alla perdita dell'incentivo, è proprio l'uso del bonifico parlante pensato per le detrazioni fiscali al posto di quello ordinario richiesto dal Conto Termico. Una pratica seguita da un installatore che gestisce entrambe le procedure ogni giorno riduce sensibilmente questo rischio.
Conto Termico e Iperammortamento: cumulabilità per le imprese
Il Conto Termico 3.0 non è cumulabile con altri incentivi statali per lo stesso intervento di efficientamento, come Ecobonus o Bonus Casa. Per le imprese esiste però una combinazione specifica particolarmente interessante: il Conto Termico può essere cumulato con l'iperammortamento 2026, la maggiorazione fiscale sul costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi.
Il coordinamento tra le due misure richiede attenzione: il contributo a fondo perduto del Conto Termico riduce la base di costo su cui si calcola la maggiorazione dell'iperammortamento, perché quella parte di spesa non è stata sostenuta dall'impresa. Approfondiamo il funzionamento dell'iperammortamento per le pompe di calore in un articolo dedicato, utile per capire come pianificare correttamente le due misure insieme.
Come CM Clima segue l'azienda dalla richiesta all'installazione
CM Clima segue l'azienda in ogni fase del percorso verso il Conto Termico:
- Sopralluogo e progettazione: valutazione dell'impianto esistente e dimensionamento della nuova pompa di calore o del sistema Ariabox più adatto;
- Verifica dei requisiti: controllo dei parametri di efficienza richiesti dal decreto prima dell'acquisto dell'impianto;
- Installazione qualificata: posa dell'impianto con la documentazione fotografica necessaria per dimostrare la sostituzione;
- Predisposizione della pratica: raccolta di fatture, bonifici e documentazione tecnica da caricare sul Portaltermico;
- Supporto post-installazione: assistenza in caso di richieste integrative da parte del GSE.
Affidarsi a un installatore che gestisce la pratica GSE quotidianamente riduce gli errori più frequenti, dalla causale del bonifico alla documentazione fotografica, che possono bloccare o rallentare l'erogazione dell'incentivo.
Domande frequenti sul Conto Termico per imprese
Il Conto Termico 3.0 è ancora attivo nel 2026?
Sì. Il Conto Termico 3.0 è entrato in vigore il 25 dicembre 2025 ed è una misura permanente, senza scadenza, con un budget annuo dedicato agli interventi incentivabili.
Le imprese possono richiedere il Conto Termico per un climatizzatore?
Sì, l'installazione di pompe di calore aria-aria, che comprendono i climatizzatori, in sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale esistente rientra tra gli interventi ammessi.
Una pompa di calore a gas è incentivabile dal Conto Termico per le imprese?
No. Per le imprese e gli ETS economici il Conto Termico 3.0 esclude gli apparecchi alimentati a combustibili fossili, comprese le pompe di calore a gas.
Come si presenta la domanda per il Conto Termico?
La domanda si presenta online tramite il Portaltermico del GSE, entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori, allegando la documentazione tecnica e fiscale richiesta.
Il Conto Termico si può cumulare con l'iperammortamento?
Sì, per le imprese le due misure sono cumulabili, ma il contributo del Conto Termico riduce la base di costo su cui si calcola la maggiorazione dell'iperammortamento.
Richiedi una consulenza CM Clima
Se la tua azienda sta valutando la sostituzione dell'impianto di climatizzazione con una pompa di calore o un sistema Ariabox, il momento giusto per verificare i requisiti del Conto Termico è prima di firmare l'ordine, non dopo. CM Clima analizza il tuo capannone o stabilimento, ti presenta un progetto conforme ai requisiti GSE e segue la pratica dalla domanda fino all'erogazione dell'incentivo. Contatta CM Clima per una valutazione tecnica del tuo impianto.
Le informazioni normative contenute in questo articolo sono aggiornate ad agosto 2026 e hanno finalità divulgativa. Per una valutazione specifica sulla propria idoneità all'incentivo si consiglia di verificare i requisiti con il proprio consulente o installatore qualificato.